1 feb 2009

Grissini di sesamo e farina di farro



farina 00 400g
farina di farro 100g
acqua tiepida 200cc
olio di oliva 50g
sale rosa 10g
lievito di birra 15g
sesamo a piacere

Mettere in una ciotola lievito e acqua e far sciogliere bene. Aggiungere lentamente la farina setacciata, quando l'impasto comincia a staccarsi dalle pareti aggiungere l'olio e i semi di sesamo. Mettere l'impasto sulla spianatoia e continuare a lavorare con le mani, quasi all'ultimo aggiungere il sale e formare una palla dalla superficie liscia. Mettere in una ciotola, coprire con un panno e lasciare lievitare per almeno due ore. Una volta lievitata si torna a lavorare sulla spianatoia, preparare una teglia foderata con carta da forno e man mano staccare dalla palla lievitata dei pezzettini di pasta e formare dei filoncini da mettere uno di fianco all'altro sulla teglia. Far lievitare altri 15/20 minuti e infornare a 180° per 10 minuti, devono risultare appena dorati.

Imbolc, la festa della luce crescente

E'tempo di purificazione e rinnovamento: la festa celtica dedicata alla Dea Brigit apre la strada a nuove prospettive e a un'evoluzione interiore. Le origini dell'antica tradizione.



Il Primo Febbraio è la Festa della luce crescente.
In questo giorno la luce, nata durante il solstizio d'inverno, inizia a manifestarsi. Pian piano le giornate vanno allungandosi e nonostante il freddo ancora pungente, ed in taluni casi, nonostante la neve, nell'aria si inizia ad avvertire qualcosa di nuovo.

Il termine "Imbolc" rimanda al significato della festa. La parola dalla quale si pensa possa derivare è "Imb-folc" e significa “grande pioggia” .
In tante località ha proprio il nome di “Festa della pioggia”.
Una sorta di purificazione dall'inverno che è ormai sul finire.

Altri termini che le sono stati dati sono “Imbolg” che vuol dire “nel sacco” inteso come grembo materno, e “Oimelc” che significa “lattazione delle pecore” anche se in particolare si tratterebbe di agnelli, che venivano allattati in quel periodo. Cosa che garantiva una certa scorta di latte, e quindi burro e formaggio.

Brigit, una santa o una dea?
Cristianizzata come santa Brigida, si dice fosse una levatrice di Gesù, in grado di moltiplicare cibi e bevande, e addirittura di trasformare in birra l'acqua da bagno.
La sua festa si celebra, ovviamente, il 1 Febbraio.
Ma, se non esistono tracce storiche della sua esistenza sotto questo aspetto, ne esistono invece sulla divinità onorata tanti secoli prima dai Celti.

Il suo nome ha la radice “Breo” che significa “fuoco”. Per questo motivo Brigit è la dea del triplice fuoco, e patrona di fabbri, poeti e guaritori.
Questo perchè il fuoco della fucina era collegato a quello dell'ispirazione in campo artistico e della fiamma di guarigione.
Oggi tante usanze cristianizzate sono una rivisitazione delle vecchie tradizioni celtiche.

Curiosità

Nel calendario cristiano si fa coincidere Imbolc con la festa della purificazione della Vergine che si tiene due giorni prima di Candelora.
Insieme a Beltane, Samhain e Lughnasadh, Imbolc è una delle quattro feste del fuoco, così chiamate per i fuochi che si accendevano durante i festeggiamenti per simboleggiare il sole crescente.

In Irlanda è molto conosciuto il talismano di Brigit, detto anche Cross-Bride. Questo amuleto, che serve a proteggere chi lo indossa, può essere forgiato in varie forme e con diversi materiali.
La versione più conosciuta è quella della croce a braccia uguali racchiusa in un cerchio, simbolo delle quattro stagioni, poste all'interno della ruota dell'anno.
Nelle isole britanniche esistono diverse “sorgenti di Brigit” luoghi resi famosi dalle tante guarigioni avvenute. Ancora oggi ai rami degli alberi che si trovano in prossimità delle sorgenti, si trovano spesso delle strisce di stoffa indicanti le malattie che la gente spera di allontanare.

A Brigit sono sacre la ruota del filatoio, lo specchio e la coppa. La ruota simboleggia il centro ruotante del cosmo e la ruota dell'anno, lo specchio è il simbolo dell'altro mondo, nonché strumento di divinazione.
Infine la coppa, rappresenta il grembo della Dea, da dove tutto nasce.
Alla Dea si attribuiscono anche altri simboli, che sono: la mucca bianca, il fiore di tarassaco, la biscia ed un particolare uccello detto “ostricorio”.
Il fiore legato ad Imbolc è il bucaneve, in quanto il primo a sbucare proprio dalla neve. Cosa che ha originato il suo nome.

Ad Imbolc è tradizione porre il “mantello di Brigit” fuori dalla porta. Si tratta di un panno, solitamente di colore nero che serve ad allontanare le malattie.
Tale usanza va rinnovata di anno in anno.

Celebrare Imbolc
In questa festa si onora il principio femminile della Natura. Nonostante il clima rigido, si inizia ad avvertire come un soffio di vita nascente, che ogni giorno si carica di forza.
E' in questi momenti che è necessario acquisire il coraggio proprio della rigenerazione. Per questo ci si deve preparare a lasciare le scorie del passato per far posto alla potenzialità e alla creatività insite in noi e ormai pronte a sbocciare nella nostra vita.

Per questo motivo è necessario purificarsi, iniziando magari con una dieta più leggera. Una volta eliminati gli extra delle feste, si potrà passare a purificare se stessi e la propria casa con un buon incenso. In casa si potrebbe iniziare a fare una pulizia generale, in vista della prossima pulizia di primavera.
Ovviamente anche la nostra mente andrà purificata, un buon metodo sarebbe quello di dedicarsi una decina di minuti al giorno in cui praticare un po' di meditazione o in alternativa, decidere di smetterla con almeno un pensiero negativo o che sappiamo dannoso, al giorno.
Alla fine gioverà alla nostra vita molto più di quanto si pensi.
fonte: girlpower