01 mag 2008

Beltane, Festa del Fuoco


"L'Uovo si è schiuso ed è iniziata l'Era del Serpente”
L’uovo di Oestara si è schiuso e il “serpente”, simbolo della Grande Dea, è uscito dal guscio e si manifesta nella vita che divampa nella natura: nelle fioriture e nelle cucciolate. È il tempo di celebrare con gioia i colori vividi e i profumi vibranti della stagione, le brezze che annunciano la prossima estate e l'estasi della terra dopo il lungo inverno. Beltane, grande festa di Fuoco, è arrivata!

Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealtuinn; entrambi dall'antico irlandese Beletene, "fuoco luminoso") è un antica festa gaelica che si celebra tra la notte del 30 Aprile e il primo Maggio.
"Bealtaine" è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda.
Nota anche come Calendimaggio, Beltane è il giorno che celebra in assoluto la vita. Situata a metà fra l'equinozio di primavera ed il solstizio estivo, Beltane è la festa dedicata al Dio BEL, che molti accomunano con il DIO CERNUNNO, il Dio dell'amore.
Il Dio muore e rinasce come figlio della Dea dopo che esso l'ha fecondata.
Questa è la festa della fecondità, della terra, dell'amore, della purificazione fisica e interiore. La terra rinasce e con lei anche noi ci rigeneriamo con lo sguardo rivolto al sole estivo.
Questo è il momento in cui la luce e la vita si manifestano nel loro aspetto più gioioso, donandoci nuova energia e voglia di fare. Il periodo è ideale per fare nuove conoscenze, per vedere sbocciare nuovi amori o per rafforzare le relazioni già esistenti.
Per l’antica religione, questo giorno di festa simboleggia anche l’unione tra il Dio e la Dea, che dopo il lungo inverno si ritrovano per amarsi. Anche per questo motivo, a Beltane si celebrano l’amore, il corteggiamento, l’unione e tutti quei desideri istintivi tipici dei giovani e della primavera.
Il fuoco - che divampa nei falò accesi sulle colline, sulle spiagge lambite dal mare, dentro i nostri cuori, in cima alla timida candela accesa sul davanzale dell’appartamento di città - è fuoco di amore, passione e ispirazione.Fuoco che ardendo produce.Molto diverso dalla calda brace che ci ha riscaldati d’inverno, non somiglia nemmeno alla fiamma dell’incendio che lascia fredda e grigia cenere dietro di sé.
Il fuoco dell’ispirazione è nutrimento per la vita. È forza che ci spinge al movimento; ci chiama fuori e riscalda il nostro cuore che ritrova l’amore.
In Scozia vi è tutt'ora l'usanza di saltare sulle braci del falò per propiziarsi la fortuna e la fertilità.
I giovani un tempo saltavano sopra il fuoco per propiziarsi la fortuna nella ricerca della sposa o dello sposo, i viaggiatori saltavano il fuoco per assicurarsi un viaggio sicuro e le donne incinte per assicurarsi un parto facile.
Oggi saltiamo sul fuoco per ritrovare nuova energia, per portare positività dentro di noi e nella realtà che viviamo.

Sempre come simboli della fertilità venivano innalzati i cosiddetti "alberi di maggio". Si trattava di giovani alberi privati dei rami, poi infissi al centro del paese e addobbati con ogni genere di golosità: bottiglie di vino e di sidro, frutta, salumi, dolciumi, ecc. Seguiva la sfida dei giovani del paese e chi di loro riusciva a salire sull'albero acquisiva il diritto di tenere tutto quello che vi era appeso. In atre zone, per esempio nel centro dell'Inghilterra, l'"albero di maggio", che rappresentava il fallo del dio, era sormontato da una ghirlanda di rami d'abete e fiori, che simboleggiava la Dea.
Un'altra caratteristica di Beltane era la danza: tutti, giovani e vecchi, danzavano attorno ai fuochi per propiziare la fertilità della natura e la loro stessa salute e prosperità. Una parte delle ceneri del falò veniva poi conservata, in quanto considerata taumaturgica e quindi usata come medicinale, mentre un'altra parte si spargeva sui campi per favorire la crescita del raccolto.
Un altro rituale molto sentito era l'elezione del Re di Maggio. Per rappresentare questo personaggio veniva scelto un giovane forte, che si era distinto nel corso dell'anno per qualche peculiarità, egli veniva vestito con foglie e cortecce mentre sul capo gli si metteva un palco di corna. Così abbigliato doveva correre per i boschi e cercare la giovane dea, impersonata da una sacerdotessa dell'Antica Madre, vestita di fiori. I due poi si appartavano e si univano ritualmente.
E' ovvio che la Chiesa abbia condannato questi riti, da molti definiti orgiastici e peccaminosi, mentre secondo quelle tradizioni erano semplicemente considerati una celebrazione dell'amore inteso come la più possente forza che muove la ruota della creazione.

Curiosità:

  1. Anticamente si usava saltare il falò di Beltane per incitare il raccolto e per prevedere quanto alto sarebbe stato. Secondo altre fonti, nei sacri fuochi di Beltane si usava il legno di Nocciolo. Le nocciole simboleggiano la saggezza dell’altro mondo e nel medioevo sembra che ai bambini venisse dato il latte della nocciola per farli crescere sani.
  2. Per la tradizione irlandese, nel giorno di Beltane erano giunti gli Dei supremi di Erin, per portare sull’isola di Smeraldo il druidismo, la magia e i Quattro oggetti sacri: la pietra del destino, la lancia di Lugh, il calderone di Dagda e la spada di Nuada.
  3. Due simboli di questa festa sono le mucche e le api. Questo perché per gli antichi pagani la capacità di produrre che rivelavano le mucche in questo periodo dell’anno erano come un miracolo, e stessa cosa valeva per la creazione del miete da parte delle api.
  4. In Lituania la grande arte della Divinazione consisteva nel versare cera d’api nell’acqua intepretandone poi i segni, come si fa con i fondi di caffè.
  5. Le api sono un simbolo primaverile molto importante anche nel resto del mondo, basti pensare che il re franco Childric si fece seppellire con trecento api dorate e finemente lavorate, mentre Napoleone I per il giorno dell’incoronazione scelse di portare uno strascico raffigurante le stesse api. E volgendo uno sguardo alla mitologia, lo stesso Zeus fu nutrito dalle api nella frotta del Dio, mentre in Grecia, i tempi dedicati a Demetra erano curati da sacerdotesse, chiamate ‘melisse’ ovvero api.
  6. Una bevanda tipica di questa festa è l’idromele, liquore che si ottiene dal miele fermentato e che anticamente si pensava, donasse il dono del canto e della profezia.
  7. Un’usanza di Beltane era il palo di maggio, attorno al quale si danzava alla vita all’amore alla gioia di essere al mondo. Una festività che la chiesa ha considerato troppo allegra reputatandola immorale e vietandola.



 

1 commento:

Deborah ha detto...

quest anno l'hai bevuto l'idromele?...ma è idromele o idromiele? ........ricordati di non abbondare con la cannella.